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domenica 26 agosto 2007

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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 1 del 6 agosto 2007

In questo numero:
1. Peppe Sini: Ne' a Viterbo ne' altrove
2. Antonella Litta: Prima di tutto la salute delle persone
3. Un vademecum per saperne di piu'
4. Il caso di Ciampino
5. Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di
Ciampino: Le istituzioni disattendono gli impegni presi
6. Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di
Ciampino: I danni alla popolazione causati dall'aeroporto. L'inquinamento
acustico, dell'aria, e il rischio per incidenti
7. Un esposto di Legambiente del Lazio sull'aeroporto di Ciampino
8. Alessandro Ambrosin: A Ciampino l'aeroporto provoca una quotidiana
drammatica emergenza ambientale e sanitaria
9. Il Comitato di Ciampino si presenta
10. Un archivio legislativo essenziale
11. Danilo Dolci: L'economia
12. Ivan Illich: Il fattore critico
13. Vandana Shiva: Il primo cambiamento
14. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: NE' A VITERBO NE' ALTROVE

Gravi danni per l'ambiente: a livello globale e a livello locale. Gravi
danni per la salute delle persone. Il piu' antieconomico dei mezzi di
trasporto (realta' occultata dal fatto che le compagnie aeree sono
foraggiate da fiumi di soldi pubblici e da agevolazioni fiscali
incredibili). Il piu' energivoro. Il piu' iniquo. Il piu' incompatibile con
il principio responsabilita', il piu' incompatibile con il riconoscimento di
tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani. Il piu' insostenibile.
Questa e' la realta' del trasporto aereo.
*
Ben altro occorre. Occorre una mobilita' responsabile, a misura di donna e
di uomo, rispettosa della biosfera, coerente con modelli di sviluppo
autocentrati, con tecnologie appropriate, sostenibili, che inverino una
cultura e una prassi della responsabilita', della sobrieta', della
condivisione. Ben altro occorre. Ed in primo luogo il trasporto ferroviario,
l'uso intelligente delle tecnologie morbide e democraticamente gestibili dal
basso, la consapevolezza che la lentezza e non la velocita' migliora la
qualita' della vita, la coscienza che "ognuno e' responsabile di tutto", per
dirla con le parole di don Milani: e quindi scelte di giustizia, stili di
vita dall'impronta ecologica leggera, convivialita' delle differenze,
uguaglianza di diritti per ogni essere umano.
*
Fermiamo il folle incremento degli aeroporti e dei voli.
La drastica riduzione del trasporto aereo e' un'urgente necessita'.

2. RIFLESSIONE. ANTONELLA LITTA: PRIMA DI TUTTO LA SALUTE DELLE PERSONE
[Diffondiamo la seguente dichiarazione di Antonella Litta, portavoce del
comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo.
Antonella Litta (per contatti: antonella.litta@libero.it) e' la portavoce
del Comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo;
svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (in provincia di
Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa
attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza"
e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi
scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi
viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental
Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. Gia' responsabile dell'associazione
Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata
organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di
medico volontario nei paesi africani. E' partecipe e sostenitrice di
programmi di solidarieta' nazionale ed internazionale. Presidente del
Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla
pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto ambientale]

Prima di tutto il diritto alla salute.
Perche' e' un diritto universalmente riconosciuto per tutti gli esseri
umani, e viene prima di ogni altra cosa.
La realizzazione di un aeroporto costituisce un danno per la salute e per
l'ambiente, come e' dimostrato dagli studi scientifici e dalla testimonianza
delle popolazioni che vivono nelle aree intorno agli aeroporti.

3. MATERIALI. UN VADEMECUM PER SAPERNE DI PIU'

Stiamo elaborando una breve guida pratica per una adeguata informazione di
base sulla grave questione del terzo polo aeroportuale del Lazio e per la
riduzione del trasporto aereo.
Nei prossimi giorni su questo stesso foglio pubblicheremo via via i
materiali preliminari dello studio.

4. RIFLESSIONE. IL CASO DI CIAMPINO

Dedichiamo un'ampia sezione di questo notiziario alla presentazione
dell'insostenibile situazione di Ciampino.
I signori che vogliono costruire nuovi aeroporti, che vogliono incrementare
il trasporto aereo con i suoi gravissimi effetti per l'ambiente, per la
salute e per la sicurezza delle persone, farebbero bene a informarsi presso
gli abitanti dei centri nei cui pressi aeroporti vi sono gia'. Scoprirebbero
che l'insensato incremento del trasporto aereo e' un disastro ecologico,
economico e sanitario. Scoprirebbero che l'insensato aumento del trasporto
aereo e' nemico del pianeta, dell'umanita', della qualita' della vita delle
persone che ne subiscono gli effetti.

5. DOCUMENTAZIONE. COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE
DELL'AEROPORTO DI CIAMPINO: LE ISTITUZIONI DISATTENDONO GLI IMPEGNI PRESI

[Dal sito del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale
dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it) riprendiamo il
seguente comunicato del 27 febbraio 2007]

La stampa di ieri [26 febbraio 2007 - ndr] ha riportato le dichiarazioni del
Presidente della Provincia di Roma, il quale, in occasione della fiera del
turismo ha espresso la sua soddisfazione per l'impulso dato al turismo nei
Castelli Romani dal traffico low cost dell'aeroporto di Roma Ciampino.
Ancora una volta un uomo delle Istituzioni, che si era impegnato per la
soluzione della scandalosa situazione di questo aeroporto, gira la schiena
agli impegni presi con i cittadini e, senza una parola per la situazione
insostenibile in cui versano i cittadini di Ciampino, Roma sud e Marino,
esposti dallo sviluppo senza regole del traffico aereo a gravissimi rischi
per la salute, si spende per promuovere gli interessi del far west
aeroportuale e della pirateria economica che e' all'origine di questa
situazione.
Il Comitato protesta per l'atteggiamento provocatorio e irresponsabile delle
principali cariche istituzionali della Regione che, dopo aver preso solenni
impegni per riportare il traffico aeroportuale entro limiti compatibili con
la tutela della salute e della vita dei cittadini, non rispettano questi
impegni e, anzi, agiscono per creare una strumentale contrapposizione tra le
legittime proteste dei cittadini delle aree colpite e le altrettanto
legittime aspirazioni di chi utilizza i voli low cost o opera nel mondo del
turismo.
Intanto Enac (Ente nazionale aviazione civile), gestori aeroportuali e
compagnie aeree continuano ad aumentare il traffico aereo a Ciampino e ad
espandere le strutture aeroportuali nel piu' completo disprezzo delle norme,
della salute dei cittadini e della loro vita.
Nel 2006 sono arrivati e partiti da Ciampino quasi cinque milioni di
passeggeri ma, con lo stesso numero di voli, operando sui tipi di aerei e
sulle rotte, e' gia' oggi possibile portarne oltre nove milioni.
Questa e' l'operazione che stanno portando avanti in questo momento i
gestori aeroportuali e le compagnie aeree, con la copertura dell'Enac.
Piu' passeggeri equivalgono ad aerei piu' pesanti e piu' grossi, a un
maggior consumo di combustibile e, quindi, a un maggiore inquinamento
acustico e dell'aria, nonche' a un enorme sovraccarico sulla gia'
insufficiente rete viaria e ferroviaria dell'area colpita.
Per queste ragioni, in segno di protesta per l'irresponsabilita' dimostrata
dalle maggiori cariche istituzionali della regione, si e' dimesso oggi il
presidente del Comitato.
In una accorata lettera inviata alle centinaia di aderenti alla mailing-list
del Comitato, il presidente ha spiegato che, essendogli impossibile
mantenere l'impegno istitutivo del dialogo e della trattativa con chi, pur
ricoprendo le maggiori cariche istituzionali della regione, non rispetta gli
impegni pubblicamente presi e la parola data, non gli resta altra via che
rimettere il mandato che i cittadini aderenti al Comitato gli hanno
affidato.

6. DOCUMENTAZIONE. COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE
DELL'AEROPORTO DI CIAMPINO: I DANNI ALLA POPOLAZIONE CAUSATI DALL'AEROPORTO.
L'INQUINAMENTO ACUSTICO, DELL'ARIA, E IL RISCHIO PER INCIDENTI

[Dal sito del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale
dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it) riprendiamo il
seguente documento]

L'aumento indiscriminato dei voli nell'aeroporto "Pastine" di Ciampino ha
arrecato gravi danni alla qualita' della vita degli abitanti nelle zone
circostanti, a causa dell'inquinamento acustico e dell'aria; non
trascurabile, inoltre, e' l'incremento del rischio connesso a possibili
incidenti, che avrebbero esiti disastrosi, vista la densita' della
popolazione nelle aree interessate dai decolli e dagli atterraggi.
*
Inquinamento acustico
Il danno acustico causato dalla presenza dell'aeroporto di Ciampino sulla
popolazione residente a Ciampino e nei quartieri di Roma e Marino prossimi
all'aeroporto e' evidente e grave.
Dal 2000 ad oggi il traffico aereo sullo scalo di Ciampino e' aumentato in
modo vertiginoso: i voli annui sono cresciuti da 18.000 a 64.000 e i
passeggeri trasportati sono passati da 700.000 a 4 milioni.
I voli si susseguono a un ritmo ormai frenetico e costante, con frequenza
che raggiunge il ritmo di un volo ogni 2-3 minuti. Il rumore assordante
compromette la qualita' della vita degli abitanti nelle aree interessate dai
sorvoli e dallo stazionamento dei velivoli. Di giorno, la frequenza di aerei
pregiudica molte attivita' lavorative che richiedono attenzione e
concentrazione.
Di notte non c'e' alcun rispetto delle piu' elementari norme di tutela del
riposo dei cittadini.
Le case di Ciampino sono a 150 metri dalla pista e sono sottoposte a rumore
e inquinamento giorno e notte, perche' di giorno ci sono i voli (atterraggi
e decolli) e di notte ci sono voli piu' manutenzione a terra con i motori
accesi e rumori ininterrotti per tutta la notte.
Nonostante in Italia varie leggi abbiano normato i limiti dell'inquinamento
acustico, come il Dpcm 1 marzo 1991, o la legge-quadro 447 del 1995, o il
recente Dlgs del 19 agosto 2005, e imposto stringenti regole di monitoraggio
e risanamento delle aree affette da rumore, sino ad oggi non e' stata
condotta alcuna attivita' di controllo per valutare l'impatto del traffico
aeroportuale su Ciampino e le zone limitrofe.
*
Inquinamento dell'aria
Meno evidente ma non meno pericoloso per la salute pubblica, e'
l'inquinamento dell'aria provocato dall'aumento del traffico aereo
sull'aeroporto di Ciampino, che tra l'altro va ad infierire su una zona gia'
gravemente inquinata, collassata per il movimento veicolare a causa della
storica carenza di infrastrutture viarie. L'inquinamento ambientale e'
evidente: si riscontra il rilascio di ingenti quantita' di fumi, gas e di
polveri dagli scarichi degli aerei che spargono sostanze tossiche in
quartieri gia' gravemente compromesso dall'inquinamento urbano.
Oltre all'aumento dell'inquinamento dell'aria provocato dagli stessi
velivoli, si segnala anche l'aggravio di traffico stradale provocato
dall'enorme flusso dei passeggeri in transito, che si riversano con mezzi
privati o con frequenti bus navetta su arterie, come la via Appia o la
Tuscolana, notoriamente insufficienti a sopportare il "normale" traffico
veicolare.
Nonostante la decisione di "valorizzare" l'aeroporto di Ciampino risalga
ormai a svariati anni fa, nessuna iniziativa e' stata presa per indagare sui
possibili danni arrecati alla salute dei cittadini dall'aumento del traffico
aereo.
Nessuna analisi epidemiologica e' stata portata avanti per valutare, ad
esempio, l'incidenza di malattie come la leucemia o alcuni tumori, nelle
aree piu' a rischio in prossimita' dell'aeroporto.
*
Rischio per la cittadinanza
L'aeroporto di Ciampino e' un aeroporto urbano, ormai circondato da
abitazioni e prossimo a quartieri ad elevatissima densita' abitativa
(Tuscolano, Cinecitta', Capannelle, oltre allo stesso Comune di Ciampino).
La sua posizione impone rotte di atterraggio che obbligano i velivoli a
sorvolare l'intera citta' di Roma, da Nord a Sud. Nella zona di Cinecitta',
gli aerei sorvolano un quartiere popoloso, pieno di palazzi a 6 o 7 piani, a
quota cosi' bassa da far tremare i vetri delle finestre.
Ci sono molte scuole, tra l'altro, esattamente sulla rotta di atterraggio.
In fase di decollo, gli aerei sono costretti a virare e sorvolare a bassa
quota le case nella zona di S. Maria delle Mole, con rischio evidente.
Un incidente aereo, purtroppo possibile, causerebbe una strage.
L'incidente puo' accadere anche in presenza di applicazione delle piu'
stringenti normative di sicurezza, o di condizioni tecniche ottimali
dell'infrastruttura aeroportuale (e non e' questo il caso di Ciampino).
Visto che il rischio e' un fenomeno statistico, l'unico modo per mitigarlo
e' di limitare il piu' possibile il traffico su un aeroporto vecchio e non
adeguabile come e' l'aeroporto di Ciampino.

7. DOCUMENTAZIONE. UN ESPOSTO DI LEGAMBIENTE DEL LAZIO SULL'AEROPORTO DI CIAMPINO
[Dal sito del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale
dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it) riprendiamo la
seguente notizia diffusa dall'agenzia stampa "Adnkronos" il 2 febbraio 2007]

"Altro che riduzione, l'aeroporto di Roma-Ciampino e' stato appena ampliato
di 11.100 metri cubi, con riconfigurazione della viabilita' di accosto e
delle aree di sosta veicolare. E, alla faccia di tutti i tavoli di
confronto, senza nessuna valutazione di impatto ambientale, con lavori
proseguiti anche dopo una formale diffida del Ministero dell'Ambiente".
Lo dichiara in una nota Legambiente che ha scritto alla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Roma e alle autorita' competenti un
esposto per chiedere dei provvedimenti.
"Con le opere in questione - aggiunge la nota - e' stato realizzato un nuovo
manufatto in carpenteria metallica con una superficie totale di oltre 1.700
metri quadri, dedicati al potenziamento dell'area banchi check-in (1.075 mq
circa), e alla restituzione bagagli (700 mq), con un nuovo nastro riconsegna
bagagli accanto ai tre gia' esistenti".
"Oltre ai lavori portati avanti e conclusi nonostante la formale diffida del
Ministero dell'Ambiente - spiega Legambiente - i voli a Ciampino
continueranno ad aumentare nelle prossime settimane, con nuove rotte:
Roma-Bucarest dal 15 gennaio, Roma-Sofia dal 15 febbraio, Roma-Lione dal 16
febbraio, Roma-Madrid dal 23 febbraio, Roma-Lodz dal 19 febbraio, Roma-Sofia
2 marzo, Roma-Stoccolma dal 25 marzo e infine il Roma-Madrid dal primo marzo
della Ryanair. 80 voli in piu' a settimana, 4.160 velivoli in piu'
all'anno".
"Legambiente Lazio - conclude la nota - ha scritto alla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Roma, ma anche al Direttore Generale per
la salvaguardia ambientale del Ministero dell'Ambiente, al Direttore
Generale per la Navigazione aerea presso il Ministero dei Trasporti, al
Presidente della Regione Lazio, al Presidente della Provincia di Roma, al
Sindaco del Comune di Roma, al Sindaco del Comune di Ciampino, chiedendo a
queste autorita', ciascuna in ragione della propria sfera di competenza, di
procedere all'adozione dei provvedimenti che si riterranno piu' opportuni
alla luce delle vigenti normative in materia".

8. DOCUMENTAZIONE. ALESSANDRO AMBROSIN: A CIAMPINO L'AEROPORTO PROVOCA UNA QUOTIDIANA DRAMMATICA EMERGENZA AMBIENTALE E SANITARIA
[Dal sito del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale
dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it) riprendiamo il
seguente articolo apparso sul quotidiano "Liberazione" del 24 febbraio 2007
col titolo "Troppi voli a Ciampino, La battaglia dei No Fly", e il
sottotitolo "Pm 10 e rumore in aumento nell'aria. Antitumorali i farmaci
piu' venduti".
Alessandro Ambrosin e' un giornalista e un militante fortemente impegnato
nei movimenti per i diritti, ecopacifisti e di solidarieta']

Continua lo stato di crisi ambientale all'aeroporto "G. Pastine" di
Ciampino. Le notizie emerse dall'ultima assemblea cittadina organizzata dai
NoFly a Ciampino, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti del X
Municipio, Santa Maria delle Mole, Frattocchie e Marino, non sono delle piu'
rassicuranti.
Dall'incontro e' emersa prepotentemente la gravita' degli effetti che
derivano dal traffico aereo dell'aeroporto "Pastine" sulla salute dei
cittadini.
E' di pochi giorni fa il colloquio tra i rappresentanti del comitato dei
cittadini del X Municipio e Bruno Agricola, direttore generale della Difesa
del territorio al ministero dell'Ambiente, che ha manifestato l'idea di
adottare per Ciampino lo stesso piano d'emergenza di Malpensa, che prevede
la delocalizzazione degli abitanti in aree piu' sicure dal rischio di
inquinamento. Una soluzione alquanto bizzarra e irragionevole, che ha
incontrato subito il dissenso dei cittadini.
*
"Ma non e' tutto", commentano i 'No Fly' [sigla con cui giornalisticamente
si definiscono i movimenti di cittadini che si oppongono agli effetti
gravemente nocivi del trasporto aereo - ndr], "Dopo le ultime riunioni i
medici della Asl RmH ci hanno informato che nei comuni di Ciampino, e nei
territori di Frattocchie e Santa Maria delle Mole, vi e' la piu' alta
percentuale di prescrizioni di farmaci anti-tumorali e correlati rispetto al
resto d'Italia. L'amministrazione comunale, sollecitata dalle forti
preoccupazioni sollevate dai medici di base, ha commissionato, un anno fa,
un osservatorio epidemiologico per avere un quadro sulla salute dei
cittadini. Ora attendiamo i dati definitivi per poter valutare le patologie
piu' frequenti e le effettive cause di decesso in queste zone".
*
A questo si accompagna una profonda sfiducia e delusione dei cittadini
sull'immobilismo delle istituzioni che sembrano ignorare la reale entita' di
questo problema.
"Le intenzioni dei tavoli tecnici tra Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione
Civile) e istituzioni locali non hanno prodotto alcun risultato positivo -
continuano i No Fly - e le frequenze dei voli continuano ad aumentare in
maniera esponenziale. Ormai si conta un volo ogni tre minuti. Non solo. I
lavori di ampliamento all'aeroporto non lasciano dubbi sulle intenzioni, e
cioe' sulla volonta' di potenziare i servizi, con danni enormi per chi abita
nelle zone limitrofe. Anche la norma Icao (International Civil Aviation
Organization), che prevede il divieto di volo nella fascia notturna dalle 23
fino alle 6,30 del mattino, esclusi i voli di emergenza e i voli delle
compagnie che operano nella propria base di armamento, viene elusa.
Compagnie come la Ryanair, infatti, hanno ufficializzato la propria sede
operativa a Ciampino".
"E anche la proposta di zonizzazione acustica nelle aree piu' colpite -
ribadiscono i NoFly - e' irrealistica, in quanto i decibel riscontrati sono
maggiori rispetto alla mappatura. Insomma, stiamo ancora aspettando dei dati
che non siano basati esclusivamente su teorie, ma che rispecchino la reale
situazione".
*
A dicembre 2006 e' stata attivata la prima centralina dell'Arpa per
monitorare la qualita' dell'aria. I primi dati rilevati sono allarmanti. Le
polveri sottili Pm10 hanno superato gia' varie volte i limiti di legge
consentiti, che prevedono 50 microgrammi per metro cubo nelle 24 ore. Soglie
che, come prevede la legge, possono essere superate per un massimo di 35
giorni nell'arco dell'anno. Questi dati, rilevati in meno di tre mesi, fanno
intendere che ben presto anche questo risultato sara' raggiunto. In
negativo, ovviamente.
"Nonostante i buoni propositi di intraprendere un percorso comune di lotta -
concludono i no Fly - non si intravedono risultati positivi in tempi brevi.
Noi, comunque, continueremo la battaglia per un'immediata riduzione dei voli
a Ciampino che resta il nostro impegno prioritario... Andremo avanti fino a
quando i sindaci, responsabili della salute pubblica, specialmente a fronte
dei fatti denunciati, non daranno risposte ai cittadini".

9. DOCUMENTAZIONE. IL COMITATO DI CIAMPINO SI PRESENTA
[Dal sito del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale
dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it)]

Il "Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di
Ciampino" e' nato per dare voce alla protesta dei cittadini. Si e'
costituito nel giugno 2005 a seguito dell'intollerabile aumento dei voli. E'
una libera associazione di cittadini, apartitica e democratica.
Da tempo l'originario Comitato e' stato affiancato da altri movimenti che
rappresentano i cittadini dei comuni limitrofi, colpiti in ugual misura
dall'inquinamento causato dai voli. L'evoluzione naturale e' stata la
nascita della "Rete dei cittadini e dei movimenti".
Il Comitato e' sostenuto dalle seguenti associazioni: Pro Loco - Ciampino;
Cittadinanzattiva - Ciampino; Associazione per la tutela della salute in
Ciampino; Comitato di quartiere Cipollaro - Ciampino; Comitato Salviamo
Marino; Comitato di quartiere Maroncelli Centro - Santa Maria delle Mole;
Comitato di quartiere Spigarelli - Santa Maria delle Mole Nuova; Comitato di
Quartiere Morena - Roma; Comitato di Quartiere Statuario Capannelle;
Comunita' Territoriale Municipio Roma; Legambiente Appia "Il Riccio";
Associazione "Sempre Boville".
*
Obiettivi del Comitato:
- il ritorno di Ciampino al numero di voli ed alle tipologie di aeromobili
del 2001;
- l'immediato blocco dei voli e delle attivita' notturne;
- l'applicazione di rigide procedure antirumore e di sicurezza per i voli
che temporaneamente dovessero restare nell'aeroporto di Roma-Ciampino;
- la messa in opera immediata delle centraline antirumore asservite al
radar, con l'immediata applicazione di severe e immediate sanzioni agli
aeromobili che superano i limiti ammessi;
- la messa in opera immediata delle centraline per la rilevazione
dell'inquinamento dell'aria;
- la messa in opera immediata di barriere e dispositivi anti-rumore per
proteggere la popolazione;
- l'adozione di adeguate procedure per garantire la sicurezza dei cittadini,
ricordando il pericolo intrinseco esistente nel sorvolo delle citta', e nel
decollo e atterraggio su piste corte, situate in prossimita' estrema di aree
densamente popolate (150 metri), con un aeroporto che non e' neanche
certificato in base alle norme internazionali di sicurezza dell'Annesso 14
Icao-Onu.
Incidenti come quelli di Orio al Serio dovrebbero essere di monito sul tipo
di rischio che stiamo correndo.

10. MATERIALI. UN ARCHIVIO LEGISLATIVO ESSENZIALE
[Dal sito del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale
dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it) riprendiamo la
seguente raccolta dei principali riferimenti legislativi in materia di
rumore e inquinamento connessi alla nocivita' del trasporto aereo. Nel sito
del Comitato sono presenti i collegamenti attraverso cui accedere
direttamente agli articolati delle leggi citate]

Raccolta di leggi e norme che regolamentano le problematiche del rumore e
dell'inquinamento.
- Decreto Legislativo 17 gennaio 2005 - in applicazione della Direttiva
Europea, disciplina il rumore aeroportuale, con nuove unita' di misura
(Levening - rumore serale dalle 20 alle 22, Lnight - rumore notturno dalle
22 alle 6) Per ora, sono pero' ancora validi i parametri della Legge del
1997.
- Decreto Legislativo 19 agosto 2005 - la legge generale sul rumore in
applicazione di una direttiva europea.
- Legge Quadro 26 ottobre 1995, n. 447 - la legge di riferimento per le
problematiche del rumore. Questa legge ha prodotto normative specifiche
fondamentali.
- Decreto 11 Dicembre 1997 - e' la legge di riferimento, ancora in vigore,
per il rumore aeroportuale e per le metodiche di misura e riduzione.
- Decreto Ministeriale 31 ottobre 1997 - con i metodi di misura del rumore
aeroportuale e le tecniche di riduazione del rumore.
- Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997 - contiene
i valori limite del rumore ammissibili per ogni zona. E' ancora in vigore.
- Decreto Ministeriale 16 marzo 1998 - metodi di misura del rumore.
- Decreto Ministeriale 20 mggio 1999 - installazione dei sistemi di
monitoraggio del rumore.
Anche la Regione Lazio, sulla base della Legge quadro del 1995, ha
legiferato sul rumore: Legge Regionale 2001.
- Legge sull'inquinamento dell'aria (e dell'acqua e del suolo) da fonti di
immissione quali gli scarichi di aerei.
- Decreto Legge 18 febbraio 2005.
- Legge precedente sul rumore: Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri
1 marzo 1991 - primo intervento legislativo organico sull'inquinamento da
rumore.

11. MAESTRI. DANILO DOLCI: L'ECONOMIA
[Da Danilo Dolci, La struttura maieutica e l'evolverci, La Nuova Italia,
Scandicci (Firenze) 1996, p. 166.
Danilo Dolci e' nato a Sesana (Trieste) nel 1924, arrestato a Genova nel '43
dai nazifascisti riesce a fuggire; nel '50 partecipa all'esperienza di
Nomadelfia a Fossoli; dal '52 si trasferisce nella Sicilia occidentale
(Trappeto, Partinico) in cui promuove indimenticabili lotte nonviolente
contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti, il lavoro e la dignita'.
Subisce persecuzioni e processi. Sociologo, educatore, e' tra le figure di
massimo rilievo della nonviolenza nel mondo. E' scomparso sul finire del
1997. Di seguito riportiamo una sintetica ma accurata notizia biografica
scritta da Giuseppe Barone (comparsa col titolo "Costruire il cambiamento"
ad apertura del libriccino di scritti di Danilo, Girando per case e
botteghe, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2002): "Danilo Dolci nasce il
28 giugno 1924 a Sesana, in provincia di Trieste. Nel 1952, dopo aver
lavorato per due anni nella Nomadelfia di don Zeno Saltini, si trasferisce a
Trappeto, a meta' strada tra Palermo e Trapani, in una delle terre piu'
povere e dimenticate del paese. Il 14 ottobre dello stesso anno da' inizio
al primo dei suoi numerosi digiuni, sul letto di un bambino morto per la
denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorita' si
impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la
costruzione di una fogna. Nel 1955 esce per i tipi di Laterza Banditi a
Partinico, che fa conoscere all'opinione pubblica italiana e mondiale le
disperate condizioni di vita nella Sicilia occidentale. Sono anni di lavoro
intenso, talvolta frenetico: le iniziative si susseguono incalzanti. Il 2
febbraio 1956 ha luogo lo "sciopero alla rovescia", con centinaia di
disoccupati - subito fermati dalla polizia - impegnati a riattivare una
strada comunale abbandonata. Con i soldi del Premio Lenin per la Pace (1958)
si costituisce il "Centro studi e iniziative per la piena occupazione".
Centinaia e centinaia di volontari giungono in Sicilia per consolidare
questo straordinario fronte civile, "continuazione della Resistenza, senza
sparare". Si intensifica, intanto, l'attivita' di studio e di denuncia del
fenomeno mafioso e dei suoi rapporti col sistema politico, fino alle
accuse - gravi e circostanziate - rivolte a esponenti di primo piano della
vita politica siciliana e nazionale, incluso l'allora ministro Bernardo
Mattarella (si veda la documentazione raccolta in Spreco, Einaudi, Torino
1960 e Chi gioca solo, Einaudi, Torino 1966). Ma mentre si moltiplicano gli
attestati di stima e solidarieta', in Italia e all'estero (da Norberto
Bobbio a Aldo Capitini, da Italo Calvino a Carlo Levi, da Aldous Huxley a
Jean Piaget, da Bertrand Russell a Erich Fromm), per tanti avversari Dolci
e' solo un pericoloso sovversivo, da ostacolare, denigrare, sottoporre a
processo, incarcerare. Ma quello che e' davvero rivoluzionario e' il suo
metodo di lavoro: Dolci non si atteggia a guru, non propina verita'
preconfezionate, non pretende di insegnare come e cosa pensare, fare. E'
convinto che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento,
dalla partecipazione diretta degli interessati. La sua idea di progresso non
nega, al contrario valorizza, la cultura e le competenze locali. Diversi
libri documentano le riunioni di quegli anni, in cui ciascuno si interroga,
impara a confrontarsi con gli altri, ad ascoltare e ascoltarsi, a scegliere
e pianificare. La maieutica cessa di essere una parola dal sapore antico
sepolta in polverosi tomi di filosofia e torna, rinnovata, a concretarsi
nell'estremo angolo occidentale della Sicilia. E' proprio nel corso di
alcune riunioni con contadini e pescatori che prende corpo l'idea di
costruire la diga sul fiume Jato, indispensabile per dare un futuro
economico alla zona e per sottrarre un'arma importante alla mafia, che
faceva del controllo delle modeste risorse idriche disponibili uno strumento
di dominio sui cittadini. Ancora una volta, pero', la richiesta di acqua per
tutti, di "acqua democratica", incontrera' ostacoli d'ogni tipo: saranno
necessarie lunghe battaglie, incisive mobilitazioni popolari, nuovi digiuni,
per veder realizzato il progetto. Oggi la diga esiste (e altre ne sono sorte
successivamente in tutta la Sicilia), e ha modificato la storia di decine di
migliaia di persone: una terra prima aridissima e' ora coltivabile;
l'irrigazione ha consentito la nascita e lo sviluppo di numerose aziende e
cooperative, divenendo occasione di cambiamento economico, sociale, civile.
Negli anni Settanta, naturale prosecuzione del lavoro precedente, cresce
l'attenzione alla qualita' dello sviluppo: il Centro promuove iniziative per
valorizzare l'artigianato e l'espressione artistica locali. L'impegno
educativo assume un ruolo centrale: viene approfondito lo studio, sempre
connesso all'effettiva sperimentazione, della struttura maieutica, tentando
di comprenderne appieno le potenzialita'. Col contributo di esperti
internazionali si avvia l'esperienza del Centro Educativo di Mirto,
frequentato da centinaia di bambini. Il lavoro di ricerca, condotto con
numerosi collaboratori, si fa sempre piu' intenso: muovendo dalla
distinzione tra trasmettere e comunicare e tra potere e dominio, Dolci
evidenzia i rischi di involuzione democratica delle nostre societa' connessi
al procedere della massificazione, all'emarginazione di ogni area di
effettivo dissenso, al controllo sociale esercitato attraverso la diffusione
capillare dei mass-media; attento al punto di vista della "scienza della
complessita'" e alle nuove scoperte in campo biologico, propone
"all'educatore che e' in ognuno al mondo" una rifondazione dei rapporti, a
tutti i livelli, basata sulla nonviolenza, sulla maieutica, sul "reciproco
adattamento creativo" (tra i tanti titoli che raccolgono gli esiti piu'
recenti del pensiero di Dolci, mi limito qui a segnalare Nessi fra
esperienza etica e politica, Lacaita, Manduria 1993; La struttura maieutica
e l'evolverci, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1996; e Comunicare, legge
della vita, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1997). Quando la mattina del 30
dicembre 1997, al termine di una lunga e dolorosa malattia, un infarto lo
spegne, Danilo Dolci e' ancora impegnato, con tutte le energie residue, nel
portare avanti un lavoro al quale ha dedicato ogni giorno della sua vita".
Tra le molte opere di Danilo Dolci, per un percorso minimo di accostamento
segnaliamo almeno le seguenti: una antologia degli scritti di intervento e
di analisi e' Esperienze e riflessioni, Laterza, Bari 1974; tra i libri di
poesia: Creatura di creature, Feltrinelli, Milano 1979; tra i libri di
riflessione piu' recenti: Dal trasmettere al comunicare, Sonda, Torino 1988;
La struttura maieutica e l'evolverci, La Nuova Italia, Firenze 1996. Tra le
opere su Danilo Dolci: Giuseppe Fontanelli, Dolci, La Nuova Italia, Firenze
1984; Adriana Chemello, La parola maieutica, Vallecchi, Firenze 1988
(sull'opera poetica di Dolci); Antonino Mangano, Danilo Dolci educatore,
Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1992; Giuseppe
Barone, La forza della nonviolenza. Bibliografia e profilo critico di Danilo
Dolci, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2000, 2004 (un lavoro
fondamentale); Lucio C. Giummo, Carlo Marchese (a cura di), Danilo Dolci e
la via della nonviolenza, Lacaita, Manduria-Bari-Roma 2005. Tra i materiali
audiovisivi su Danilo Dolci cfr. il dvd di Alberto Castiglione, Danilo
Dolci. Memoria e utopia, 2004. Tra i vari siti che contengono molti utili
materiali di e su Danilo Dolci segnaliamo almeno www.danilodolci.it,
www.danilo1970.interfree.it, www.danilodolci.toscana.it, www.cesie.org,
www.nonviolenti.org]

L'economia non e' scienza se non considera pur la salute, il possibile
crescere di ognuno: anche nell'educarsi alla coscienza.

12. MAESTRI. IVAN ILLICH: IL FATTORE CRITICO
[Da Ivan Illich, Elogio della bicicletta, Bollati Boringhieri, Torino 2006,
p. 20.
Ivan Illich e' nato a Spalato nel 1925; laurea in mineralogia a Firenze,
studi ulteriori di psicologia, arte, storia (dottorato a Salisburgo);
ordinato sacerdote nel 1951, per cinque anni opera in una parrocchia
portoricana a New York, poi e' prorettore dell'Universita' Cattolica di
Portorico; a Cuernavaca (Messico) fonda il Cidoc (Centro interculturale di
documentazione); docente in varie universita', conferenziere, studioso
costantemente impegnato nella critica delle istituzioni e nella indicazione
di alternative che sviluppino la creativita' e dignita' umana; pensatore
originale, ha promosso importanti ed ampie discussioni su temi come la
scuola, l'energia, la medicina, il lavoro. E' scomparso nel 2002. Tra le
opere di Ivan Illich: Descolarizzare la societa', Mondadori; La
convivialita', Mondadori, poi Red; Rovesciare le istituzioni, Armando;
Energia ed equita', Feltrinelli; Nemesi medica: l'espropriazione della
salute, Mondadori, poi Red; Il genere e il sesso, Mondadori; Per una storia
dei bisogni, Mondadori; Lavoro-ombra, Mondadori; H2O e le acque dell'oblio,
Macro; Nello specchio del passato, Red; Disoccupazione creativa, Red; Nella
vigna del testo, Cortina. Raccoglie i materiali di un seminario con Illich
il volume Illich risponde dopo "Nemesi medica", Cittadella, Assisi 1978.
Cfr. anche il libro-intervista di David Cayley, Conversazioni con Ivan
Illich, Eleuthera, Milano 1994. Utile anche il volume di AA. VV., Le
professioni mutilanti, Cittadella, Assisi 1978 (che si apre con un
intervento di Illich). Da "A. rivista anarchica", anno 33, n. 294, novembre
2003 riprendiamo la seguente scheda su Ivan Illich: "Ivan Illich
(1926-2002). Nato nel 1926 a Vienna da un padre di nobili origini dalmate e
da una madre ebrea sefardita, fin da piccolo compi' frequenti viaggi in
Europa e rimase fino all'ultimo un instancabile viaggiatore. La sua
formazione avvenne tra Salisburgo, Firenze, Roma, ma Illich non ebbe mai un
buon rapporto con le scuole, ne' con le discipline. Era sociologo, filosofo,
linguista (conosceva una decina di lingue), teologo, ma forse piu' di ogni
altra cosa uno storico delle istituzioni. Dopo la formazione teologica
all'Universita' Gregoriana in Vaticano, fu ordinato prete ed ebbe come primo
incarico la cura di una parrocchia a prevalenza portoricana vicino a
Manhattan. E' li' forse che nel cuore del primo mondo a contatto con i
reietti, gli ultimi, comincio' a capire i meccanismi dell'esclusione e
dell'alienazione degli individui attraverso l'istituzionalizzazione della
vita. Nel 1956 divenne vicerettore dell'Universita' di Puerto Rico, e nel
1961 fondo' il Centro interculturale di documentazione (Cidoc) a Cuernavaca
in Messico, un centro in cui passo' gran parte dell'intellettualita'
radicale degli anni Sessanta e Settanta, centro che avrebbe dovuto formare i
volontari e missionari per i paesi del terzo mondo. Qui nasce la critica di
Illich allo sviluppo, all'idea stessa di paesi in via di sviluppo,
condannati a un'eterna poverta' dall'impari confronto con i paesi gia'
sviluppati. Contemporaneamente Illich si impegnava contro la guerra, le
banche, le grandi corporation, e percio' riusci' facilmente a divenire
sospetto alla Cia, al governo americano e al Vaticano. Il Santo Uffizio
comincia un procedimento contro di lui e Illich abbandona il proprio abito,
la funzione sacerdotale e la Chiesa. Gli anni Settanta furono quelli della
notorieta' per la pubblicazione dei suoi scritti piu' noti e polemici sulla
critica alle istituzioni, della scuola, della salute, per una rivoluzione
nonviolenta verso un modello sociale di convivialita'. Nei decenni
successivi continuo' a lavorare secondo uno stile diverso: conferenze in
ogni parte del mondo, brevi saggi che esploravano nuovi campi dei suoi
multiformi interessi, seminari interdisciplinari con gruppi di collaboratori
scelti al di fuori dell'istituzione accademica, provenienti da ogni parte
del mondo, soprattutto alle universita' di Brema e della Pennsylvania. Ecco
alcuni dei temi affascinanti dei suoi ultimi scritti: la velocita',
l'esperienza del dolore nella contemporaneita', i mutamenti nello sguardo
nell'epoca delle immagini, la mente alfabetizzata e l'impatto con il
computer. Tra i suoi libri tradotti in italiano, ma in parte non piu'
disponibili, si possono ricordare: Descolarizzare la societa' (Mondadori,
1972), La convivialita' (Mondadori, 1974), Nemesi medica (Mondadori, 1977),
Il genere e il sesso (Mondadori, 1984), Lavoro ombra (Mondadori, 1985),
Nello specchio del passato (Red, 1992), Nella vigna del testo (Cortina,
1994). Particolarmente interessante per avere un'immagine del percorso di
Illich e' il libro Conversazioni con Ivan Illich (a cura di David Cayley),
Eleuthera 1994". Una piu' ampia notizia biografica di Ivan Illich e' nel n.
1262 de "La nonviolenza e' in cammino", e nel n. 1263 una piu' ampia
bibliografia; altri utili materiali sono in "Voci e volti della nonviolenza"
n. 17 e ne "La domenica della nonviolenza" n. 68]

E' l'alta velocita' il fattore critico che rende socialmente distruttivo il
trasporto.
Una vera scelta tra indirizzi pratici e di relazioni sociali desiderabili e'
possibile solo laddove la velocita' sia sottoposta a restrizioni.
La democrazia partecipativa richiede una tecnologia a basso consume
energetico, e gli uomini liberi possono percorrere la strada che conduce a
relazioni sociali produttive solo alla velocita' di una bicicletta.

13. MAESTRE. VANDANA SHIVA: IL PRIMO CAMBIAMENTO
[Da Vandana Shiva, Le nuove guerre della globalizzazione, Utet, Torino 2005,
p. 120.
Vandana Shiva, scienziata e filosofa indiana, direttrice di importanti
istituti di ricerca e docente nelle istituzioni universitarie delle Nazioni
Unite, impegnata non solo come studiosa ma anche come militante nella difesa
dell'ambiente e delle culture native, e' oggi tra i principali punti di
riferimento dei movimenti ecologisti, femministi, di liberazione dei popoli,
di opposizione a modelli di sviluppo oppressivi e distruttivi, e di denuncia
di operazioni e programmi scientifico-industriali dagli esiti
pericolosissimi. Tra le opere di Vandana Shiva: Sopravvivere allo sviluppo,
Isedi, Torino 1990; Monocolture della mente, Bollati Boringhieri, Torino
1995; Biopirateria, Cuen, Napoli 1999, 2001; Vacche sacre e mucche pazze,
DeriveApprodi, Roma 2001; Terra madre, Utet, Torino 2002 (edizione riveduta
di Sopravvivere allo sviluppo); Il mondo sotto brevetto, Feltrinelli, Milano
2002. Le guerre dell'acqua, Feltrinelli, Milano 2003; Le nuove guerre della
globalizzazione, Utet, Torino 2005; Il bene comune della Terra, Feltrinelli,
Milano 2006]

Il primo cambiamento necessario per creare delle economie vive consiste
nell'attribuire valore alla ricchezza reale, non a quella fittizia, a nostra
disposizione, rappresentata dal terreno, dall'acqua e dalla biodiversita',
dal nostro lavoro creativo e produttivo e dai rapporti interpersonali.

14. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI VITERBO

Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo: e-mail
provvisoria presso: info@comitatonepiperlapace.it
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it

===================
COI PIEDI PER TERRA
===================
Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 1 del 6 agosto 2007

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Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004
possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web:
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L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la
redazione e': nbawac@tin.it

sabato 25 agosto 2007

COI PIEDI PER TERRA

===================COI PIEDI PER TERRA===================

Supplemento de
"La nonviolenza e' in cammino"
Numero 12 del 25 agosto 2007
In questo numero:

1. Floriana Lipparini: Del viaggiare, dello spazio, del tempo
2. Alberto Asor Rosa: Fermare gli scempi
3. "Assemblea permanente No Fly" di Ciampino": Solidali con le persone
che si oppongono all'ampliamento dell'aeroporto di Heathrow
4. L'appello del comitato di Viterbo
5. Cinque domande, e una scelta
6. Un aeroporto a Viterbo? No, grazie
7. Volare fa male alla salute
8. Un comunicato del 25 luglio 2007
9. Alcuni siti utili
10. Alcuni siti istituzionali
11. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

1. EDITORIALE.

FLORIANA LIPPARINI:
DEL VIAGGIARE, DELLO SPAZIO, DEL TEMPO.
[Ringraziamo Floriana Lipparini (per contatti: effe.elle@fastwebnet.it) per questo intervento.
Floriana Lipparini, giornalista, ha lavorato per numerosi periodici,
tra cui il mensile "Guerre e Pace", che per qualche tempo ha anche diretto, occupandosi soprattutto della guerra nella ex Jugoslavia.
Impegnata nel movimento delle donne (Collettivo della Libreria Utopia,
Donne per la pace, Genere e politica, Associazione Rosa Luxemburg),
ha coordinato negli anni del conflitto jugoslavo il Laboratorio pacifista delle donne
di Rijeka,un'esperienza di condivisione e relazione nel segno del femminile, del pacifismo, dell'interculturalita', dell'opposizione nonviolenta attiva alla guerra.
E' autrice del libro Per altre vie.
Donne fra guerre e nazionalismi, edito nel 2005 in Croazia da Shura publications
in edizione bilingue,italiana e croata,
e nel 2007 pubblicato in Italia da Terrelibere.org in edizione riveduta e ampliata].

Anzitutto desidero esprimere la mia solidarieta' al Comitato di lotta contro l'aeroporto di Viterbo, perche' l'urgenza di cambiare strada nel modello di sviluppo, a ogni livello,
e' ormai una priorita' irrimandabile.
Non sono un'esperta di aeroporti, ma vorrei dare un contributo partendo dalla mia esperienza
di giornalista che da diversi anni lavora nella stampa specializzata nel turismo, perche' senza dubbio questo e' uno dei settori in cui piu' pesantemente incide l'impatto del trasporto aereo. Cosa s'intende quando si parla di turismo?
Il termine generico vela la pluralita' e la diversita' di soggetti, situazioni, interessi e categorie
di questo mondo variegato e complesso.
Le sue mille facce tendono a nascondersi sotto la veste di un immaginario sogno collettivo che
sul piano economico necostituisce il valore aggiunto.
Se oggi tutti i prodotti, dallo yogurtall'automobile, vengono venduti soprattutto tramite l'immaginario e larappresentazione simbolica dello status o del piacere che gli esperti di marketing suppongono ci debba procurare il loro possesso, certo niente piu'del viaggio
e della vacanza rispecchia un messaggio legato al sogno e al desiderio,
a vari livelli e con varie motivazioni.
Dentro quello specchio si riflette molta parte delle trasformazioni socio-culturali,
dei fenomeni e delle transizioni che riguardano il nostro tempo.

Il concetto di viaggio si e' profondamente modificato.

Un tempo, esisteva il viaggio inteso come tragitto per spostarsi da un luogo all'altro,
con la sua durata, le sue soste e gli inevitabili imprevisti.
Un tragitto che richiedeva lentezza e pazienza.

Oggi invece il tragitto sembra espulso dal concetto di viaggio,
e mentre scolora anche il momento della partenza, si enfatizza invece il momento topico dell'arrivo, come spiega perfettamente Paul Virilio nella "Velocita' di liberazione",
Mimesis, 1997, p. 34:
"La' dove lo spostamento fisico da un punto all'altro presupponeva ieri una partenza, un viaggio e un arrivo, la rivoluzione dei trasporti aveva gia' sostituito nel secolo scorso una liquidazione progressiva del termine e della natura stessa del viaggio,restando tuttavia l'arrivo a destinazione un 'arrivo ristretto' dalla durata stessa dello spostamento.
Attualmente, con la rivoluzione delle trasmissioni istantanee, noi assistiamo ai primi frutti di un 'arrivo generalizzato' dovetutto accade senza che sia necessario partire, la liquidazione del viaggio(cioe' dell'intervallo di spazio e di tempo) nel XIX secolo si raddoppia in questa fine del XX secolo con l'eliminazione della partenza, il tragitto perde cosi' le componenti successive che lo costituivano, a vantaggio del solo arrivo".

Virilio qui allude alla realta' virtuale, che d'altra parte rappresenta una metafora sempre piu' prossima alla realta' reale (pensiamo a "Second Life").
Di fatti, e' la destinazione che prende il sopravvento, concettualizzata ed enfatizzata dal marketing e quindi impressa nell'immaginario del viaggiatore/turista odierno,
piu' turista che viaggiatore.
Il tragitto viene allora vissuto come un non-tempo, una sospensione priva di interesse,
una non-esperienza.

D'altro canto, sarebbe impossibile fare esperienza di alcunche' a bordo di un aereo che
annulla le distanze e impedisce di conoscere cio' che sta fra la partenza e l'arrivo.

Dice sempre Virilio:
"... l'accelerazione dei mezzi di comunicazione che cancellano l'Atlantico (il Concorde), riducono laFrancia a un quadrato di un'ora e trenta di lato (l'Airbus), o ancora questoTgv che guadagna tempo sul tempo, questi diversi slogan pubblicitari segnalano perfettamente la ritenzione dello spazio geografico del quale noi siamo i beneficiari,
ma anche, talvolta, le incoscienti vittime".

Portato in volo da un punto X a un punto Y, il turista finto viaggiatore sbarca finalmente nel luogo dove crede che lo aspettino l'esperienza, l'emozione, l'altrove...
Tutto cio' che, evidentemente, non puo' piu' o non sa piu' vivere nel suo normale habitat, nonostante provenga magari proprio da una delle tante citta'-mondo che ospitano un ventaglio multietnico di presenze, di cibi, di musiche, di nuovi oggetti, di nuove abitudini, e quindi di possibili relazioni con l'altro da se', cosa che in ultima analisi dovrebbe costituire il senso di ogni viaggio.
Ma l'altrove del turismo e' sempre piu' uguale a se stesso, sempre piu' racchiuso nel lusso glamour e claustrofobico di una struttura pensata per isolare l'ospite dal mondo esterno,
come in una sospensione amniotica.
Le differenze tra un luogo e l'altro, viste attraverso le vetrate di una splendida area lobby arredata da un interior designer di fama, scompaiono.
Naturalmente il turismo non e' solo sogno, non e' soltanto un'esigenza profonda degli esseri umani di conoscere l'altrove, ma e' anche concreti posti di lavoro, prodotto interno lordo.

Non dobbiamo quindi demonizzarlo,ma modificarlo, umanizzarlo, fare in modo che chi vi opera impari ilconcetto di responsabilita' verso l'ambiente, verso le popolazioni locali ele culture, verso il Sud del mondo.Vorrei concludere citando un passo secondo me molto significativo dal bel libro di Pier Luigi Cervellati L'arte di curare la citta', il Mulino, 2000:
"Il tempo e' sempre stato correlato allo spazio (e viceversa)... Si pensi alla 'rivoluzione' ottocentesca conseguente allo sviluppo delle ferrovie.
Essa ha modificato la misura del tempo.
Ha dilatato, radicalmente trasformato, il senso dello spazio.
Prima della presenza delle ferrovie, la vita era scandita dal quarto d'ora.
Gli orologi delle chiese e delle torri suonavano ogni quarto d'ora.
Il quarto d'ora era la scansione degli appuntamenti.
Cinque minuti prima o cinque minuti dopo non facevano differenza.
Le lezioni dei professori iniziavano un quarto d'ora dopo l'ora fissata,
il famoso quarto d'ora accademico. La diligenza aspettava I passeggeri.
La nave non salpava allo scoccare del minuto.
Con l'arrivo del treno tutto questo cambio'.
Per un solo minuto di ritardo si poteva perdere il treno.
L'espressione 'perdere il treno' divento' da allora locuzione proverbiale.
Il diffondersi degli orologi personali, nell'Ottocento, venne favorito dallo sviluppo delle ferrovie. Il treno, che ha determinato una diversa scansione del tempo, incise ancor piu' profondamente nello strutturare lo spazio, specie quello urbano...

La fine dell'identita' di un luogo incomincia quando il predominio del tempo distrugge i valori dello spazio.
L'ansia faustiana di divorare lo spazio, di spingersi sempre oltre, di allargarsi, e' mossa dall'ansia della caducita' del tempo".

Come non pensare ai tempi dilatati del check-in aeroportuale,
alle due ore vuote spese nel non luogo del fast food e dello shopping, che ci assediano anche oltre il gate?

Ma c'e' una buona notizia: sono sempre piu' numerose le persone che si appassionano alle antiche strade dei pellegrini, e con calma percorrono ad esempio la via Francigena, splendido itinerario alla scoperta di luoghi segreti dell'Italia interna, a volte ancora quasi intatti.


2. APPELLI.

ALBERTO ASOR ROSA: FERMARE GLI SCEMPI
[Riportiamo il seguente comunicato a firma di Alberto Asor Rosa a nome dellaRete toscana
dei comitati per la difesa del territorio. Ringraziamo gli amici del comitato che si oppone all'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano-Siena per avercelo trasmesso.]

Alberto Asor Rosa (Roma, 1933) e' uno dei piu' noti intellettuali italiani viventi, docente di letteratura italiana all'Universita di Roma "La Sapienza", saggista di forte impegno civile;
come storico e critico dellaletteratura ha pubblicato numerose monografie, ha diretto la Letteratura italiana Einaudi, ha pubblicato una Storia della letteratura italiana piu'volte ristampata.
Tra le molte opere di Alberto Asor Rosa qui segnaliamoparticolarmente: Scrittori e popolo, Savelli, Roma 1965, poi Einaudi, Torino1988; Le due societa', Einaudi, Torino 1977;
L'ultimo paradosso, Einaudi,Torino 1985; Fuori dall'Occidente, Einaudi, Torino1992;
La sinistra allaprova, Einaudi, Torino1996; La guerra, Einaudi, Torino 2002]

Gli scempi territoriali e urbanistici aumentano in Toscana con progressione geometrica, producendo effetti devastanti.
Non si tratta piu' di casi isolati, come fino a qualche mese fa ci si era proposti di far credere, alloscopo di circoscrivere la protesta. Si tratta invece di una catena quasi ininterrotta
di eventi, testimonianza di un'aggressione spietata, che non trova ostacoli, anzi spesso collusioni
e appoggi, nelle amministrazioni locali.
Gli ultimi due casi sono emersi in questi giorni.
Il primo, quello di Campiglia Marittima, appartiene alla classe dei fenomeni degenerativi,
che il Ministro dei beni culturali, ha recentemente definito"villettopoli".
Si tratta infatti di un progetto per la realizzazione di 51 miniappartamenti in grado di occupare, con i servizi, ben piu' di 25.000 mq del tutto visibili dall'antica Rocca di Campiglia, il quale rappresenterebbe un'intollerabile lesione di un territorio assolutamente prezioso e da conservare totalmente; anche per la sovrastante presenza dell'altra Rocca di San Silvestro.
Il secondo, quello dell'aeroporto di Ampugnano, appartiene al novero delle cosiddette grandi opere d'interesse pubblico il cui effetto in realta' e' di apportare benefici nulli e di provocare inauditi disastri ambientali.

La vicenda genera legittime preoccupazioni nella popolazione locale che rischia di subire passivamente la mercificazione del proprio territorio in nome di interessi non condivisi.
Di fronte al moltiplicarsi di fenomeni di tale natura, lecita e' la valutazione che siamo di fronte
ad una situazione uscita da qualsiasi controllo. In tal modo si accentua la divaricazione ormai endemica tra amministratori e amministrati e fra politiche di bassa cucina e interessi strategici autentici dell'ambiente toscano e nazionale.

La Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio chiede il pronto intervento del ministero dei beni culturali, perche', come accadde opportunamente a Monticchiello, sia apposto il vincolo tale da impedire tempestivamente la creazione di una nuova "villettopoli".
E chiede il pronto intervento della Regione Toscana e della Provincia di Siena,
perche', tornando sugli orientamenti in qualsiasi modo gia' espressi,
evitino lo scempio dell'inutile aeroporto di Ampugnano.

La Rete Toscana e' comunque impegnata a fare anche di questi due casi emblematici delle vere
e proprie bandiere nazionali, da sostenere con i mezzi piu' efficaci dell'informazione
e dell'agitazione.

Per la Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio,
Alberto Asor Rosa Firenze,
20 agosto 2003.

DOCUMENTAZIONE.

"ASSEMBLEA PERMANENTE NO FLY" DI CIAMPINO: SOLIDALI CON LE PERSONE
CHE SI OPPONGONO ALL'AMPLIAMENTO DELL'AEROPORTO DI HEATHROW"
[Dalla mailing list nofly@inventati.org riprendiamo la seguente dichiarazione di solidarieta' dell'"Assemblea permanente No-Fly" di Ciampino con le persone che a Heathrow si oppongono all'ampliamento dell'aeroporto]

L'"Assemblea permanente No-Fly" di Ciampino esprime solidarieta' ai manifestanti impegnati nella mobilitazione contro l'avvio dei lavori per la terza pista dell'aeroporto londinese di Heathrow. Le oltre 1.500 persone, che da giorni vivono accampate in un ecovillaggio autogestito a ridosso dello scalo, stanno rivendicando il proprio diritto alla salute e alla tutela dell'ambiente.

Secondo il geniale progetto dei gestori dello scalo e delle autorita'politiche britanniche, per fare spazio ad una nuova pista e raddoppiare il flusso di passeggeri, occorrerebbe radere al suolo un paese di circa 700abitanti nei pressi dell'aeroporto.

All'evidente disastro ambientale se ne sommerebbe un altro dai costi sociali molto elevati,
che di fatto rende obbligatoria una deportazione della popolazione locale in altri luoghi.

I movimenti ambientalisti si sono mobilitati per contrastare l'incremento del traffico aereo che passerebbe dagli attuali 68 milioni di passeggeri annui a circa 130 milioni.
Se da un lato i dati climatici mondiali destano preoccupazione, dall'altra si continua con progetti mirati al mero profitto a scapito della collettivita'.

Nei giorni scorsi, la polizia di sua maesta' e' intervenuta pesantemente cercando di impedire
le manifestazioni di protesta, disperdendo centinaia di persone a colpi di manganello, incurante della presenza di numerose famiglie e bambini. Numerosi sono stati i manifestanti feriti e circa 60 quelli arrestati. Chiediamo che i fermati vengano rilasciati quanto prima.

Sottolineiamo che l'uso di leggi antiterrorismo applicate nei confronti dei manifestanti di Heathrow ha una funzione esclusivamente antisociale, a vantaggio delle aziende coinvolte
nel progetto di espansione dell'aeroporto.


Non possiamo accettare che ogni qualvolta una popolazione scende nelle strade per opporsi
a progetti scellerati e dannosi per l'intera collettivita' venga repressa con la forza pubblica
e criminalizzata usandolo spauracchio del terrorismo.

Ribadiamo la nostra piena solidarieta' ai manifestanti di Heathrow, consapevoli che il problema che stanno affrontando oltre manica riguarda tutti noi.



4. DOCUMENTI.

L'APPELLO DEL COMITATO DI VITERBO

[Riproduciamo nuovamente l'appello del Comitato di Viterbo che si oppone alla realizzazione del terzo polo aeroportuale laziale e s'impegna per lariduzione del trasporto aereo, in difesa dell'ambiente, del diritto alla salute, della democrazia, dei diritti umani di tutti gli esseri umani comprese le generazioni future]

Un aeroporto a Viterbo? No, grazie.

E' necessario invece ridurre il trasporto aereo. *

1. Un aeroporto provoca gravi danni alla salute della popolazione che vive nei dintorni:
sia attraverso l'inquinamento dell'aria, che causa gravi malattie; sia attraverso l'inquinamento acustico.

2. Il trasporto aereo contribuisce fortemente al surriscaldamento del clima.

3. Il trasporto aereo danneggia gravemente l'ambiente.

4. Il trasporto aereo e' antieconomico:
consuma piu' energia di ogni altromezzo di trasporto; danneggia gravemente la biosfera;
costa molto alla comunita' poiche' e' fortemente sovvenzionato sia da finanziamenti pubblici
sia da esenzioni ed agevolazioni fiscali
(mentre si effettuano sciagurati tagli di bilancio per sanita' ed assistenza):
paradossalmente la maggior parte dei costi del trasporto aereo
li pagano i cittadini che non lo usano;
danneggiando l'ambiente e sottraendo risorse pubbliche
non aiuta le economie locali ma le impoverisce;
l'occupazione nel settore e' limitata, spesso precaria, e le compagnie hanno spesso condotte gravemente antisindacali.

5. Il trasporto aereo e' iniquo:
statisticamente e' dimostrato che e' soprattutto un privilegio dei ricchi, ma i costi li pagano soprattutto i bilanci pubblici, e le conseguenze nocive le pagano innanzitutto i poveri.

6. Nel caso specifico dell'aeroporto a Viterbo manca completamente la Valutazione d'impatto ambientale.*

Viterbo nell'ambito della mobilita' ha bisogno innanzitutto di migliorare la rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con Civitavecchia.
Una mobilita' coerente con la difesa e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali
e delle vocazioni produttive del viterbese. *

Chiediamo che sia rispettato il diritto alla salute.

Chiediamo che sia rispettato il diritto alla sicurezza.

Chiediamo che sia rispettato il diritto a un ambiente vivibile.

Chiediamo che sia rispettato il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro.

Chiediamo che sia rispettato il diritto alla mobilita' per tutti
e non solo per pochi privilegiati.

Chiediamo che decisioni che riguardano tutti siano discusse da tutti
e prese in modo democratico.

Chiediamo che prevalga la responsabilita', la solidarieta', la democrazia. *

Siamo solidali con i cittadini di Ciampino, vittime dell'estrema nocivita'dell'aeroporto.

Siamo solidali con tutti gli esseri umani che subiscono le conseguenze dell'effetto serra cui il trasporto aereo contribuisce in misura cosi'rilevante. *

Chiediamo a chi condivide questo appello di aderire ad esso, di diffonderlo, di sostenere l'impegno del comitato. *

Il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia,
dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Per informazioni e contatti:

e-mail: info@coipiediperterra.org,
sito:http://www.coipiediperterra.org/



5. ARCHIVIO.

CINQUE DOMANDE, E UNA SCELTA
[Riproponiamo il seguente testo gia' apparso in "Voci e volti della nonviolenza" n. 95]

Sappiamo che il trasporto aereo e' responsabile di una rilevante quota del surriscaldamento
del clima, la piu' grave emergenza ambientale planetaria.

Vogliamo agire per evitare la catastofe incombente sull'umanita' intera, o no?
Se si', e' bene ridurre il trasporto aereo. *
Sappiamo che l'inquinamento dell'aria prodotto dal trasporto aereo e' assai grave: nelle localita' vicino agli aeroporti questo inquinamento si traduce in elevata nocivita' per la salute delle persone.
Vogliamo difendere la salute delle persone, o no?
Se si', e' bene ridurre il trasporto aereo. *

Sappiamo che l'inquinamento acustico nelle localita' vicino agli aeroporti e' enorme: il frastuono degli aerei impedisce di riposare, impedisce di parlare normalmente, impedisce di godere del silenzio, impedisce il piaceredi ascoltare musica, danneggia gravemente l'udito delle persone. Vogliamo difendere il diritto al riposo, alla parola, al silenzio, alla musica, a non diventar sordi,
o no?
Se si', e' bene ridurre il trasporto aereo. *
Sappiamo che il trasporto aereo e' energivoro ed antieconomico:
i suoi giganteschi costi sono ignorati dall'opinione pubblica anche perche' le compagnie aeree godono assurdamente di ingenti finanziamenti pubblici e di scandalose agevolazioni e fin esenzioni fiscali, spesso hanno condotte antisindacali e sfruttano duramente i loro dipendenti, infine esternalizzano i costi ambientali e sanitari facendoli pagare ancora una volta all'intera comunita'. Nei bilanci statali i fondi per i servizi sociali e sanitari a beneficio di tutti vengono continuamente tagliati, mentre le regalie per le compagnie aeree continuano.
Vogliamo che cessi lo scandalo di questo furto e sperpero dei soldi di tutti, o no?
Se si', e' bene ridurre il trasporto aereo. *
Sappiamo che il trasporto aereo e' un peso e un danno sostenuto da tutti a beneficio di una parte ristrettissima di popolazione.
Vogliamo che anche nell'ambito della mobilita' siano rispettati i diritti umani di tutti gli esseri umani e la democrazia, o no?
Se si', e' bene ridurre il trasporto aereo. *
Non c'e' bisogno di aggiungere che a maggior ragione ci trova contrari l'uso degli aerei come arma:
siamo contro tutte le guerre, siamo contro tutte le armi, siamo contro tutte le uccisioni.
Dopo Hiroshima Gandhi rilevo' che l'umanita' era giunta a un bivio,
e che o si sceglieva la nonviolenza, o la civilta' umana era in pericolo di autodistruzione.

Noi abbiamo scelto la nonviolenza.


6. ARCHIVIO.

UN AEROPORTO A VITERBO? NO, GRAZIE.
[Nuovamente riproponiamo il seguente testo (da cui e' stato estratto -consistentemente abbreviandolo - l'appello del comitato di Viterbo sopra riportato)]

Un aeroporto a Viterbo? No, grazie.
E' necessario invece ridurre il trasporto aereo. *
Diciamo alcune semplici verita' fin qui sottovalutate o tenute nascoste:

1. Un aeroporto provoca gravi danni alla salute della popolazione che vive nei dintorni

- sia attraverso l'inquinamento dell'aria, che causa gravi patologie;
- sia attraverso l'inquinamento acustico.*

2. Il trasporto aereo provoca gravissimi danni al clima

- contribuisce enormemente al surriscaldamento del clima del pianeta.*

3. Il trasporto aereo danneggia gravemente l'ambiente

- sia a livello globale;
- sia a livello locale.*

4. Il trasporto aereo e' antieconomico

- consuma piu' energia di ogni altro mezzo di trasporto;
- danneggia gravemente la biosfera;
- costa molto alla comunita' poiche' e' fortemente sovvenzionato sia da finanziamenti pubblici sia da esenzioni ed agevolazioni fiscali (mentre sieffettuano sciagurati tagli di bilancio per sanita' ed assistenza): paradossalmente la maggior parte dei costi del trasporto aereo li pagano i cittadini che non lo usano;
- danneggiando l'ambiente e sottraendo risorse pubbliche non aiuta le economie locali ma le impoverisce;
- l'occupazione nel settore e' limitata, spesso precaria, e le compagnie hanno spesso condotte gravemente antisindacali.*

5. Il trasporto aereo e' iniquo

- statisticamente e' dimostrato che e' soprattutto un privilegio dei ricchi;

- ma i costi li pagano soprattutto i bilanci pubblici, usando i fondi della fiscalita' generale ricavati cioe' dalla tassazione di tutti i cittadini: chi paga le tasse e' costretto, a sua insaputa e contro la sua volonta', a finanziare le compagnie aeree (le quali invece le tasse le pagano ben poco, godendo di agevolazioni e addirittura di esenzioni incredibili);

- le nocive conseguenze del trasporto aereo le pagano innanzitutto i poveri.*

6. Il trasporto aereo non e' sicuro

- di tutte le modalita' di trasporto e' la piu' pericolosa, per i viaggiatori e per chi vive nelle aree sorvolate.*

7. Nel caso specifico dell'aeroporto a Viterbo manca completamente la Valutazione d'impatto ambientale

- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali dimensioni ed impatto senza rispettare quanto previsto dalla legislazione vigente?

- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali dimensioni ed impatto senza neppure uno straccio di studio sulle conseguenze ambientali, sanitarie, sociali e sul modello di sviluppo del territorio?*

8. Non solo non e' affatto certo che l'aeroporto avra' un benefico effetto sull'economia viterbese, ma anzi e' piu' che lecito dubitarne

- il turismo low cost (cui l'aeroporto sarebbe destinato) e' un turismo"mordi e fuggi" che
in grandissima parte atterrerebbe a Viterbo solo per arrivare al piu' presto a Roma
(come gia' accade a Ciampino e a Fiumicino);

- se si investiranno ingenti risorse statali e regionali nell'Alto Lazio per realizzarvi un aeroporto, e' evidente che - per un ovvio ragionamento di ripartizione delle risorse tra le diverse realta' territoriali

- non potranno essere assegnate alla stessa zona ulteriori risorse statali e regionali per altre strutture ed attivita', ovvero per opportunita' di sviluppo esse si' utili e coerenti con la valorizzazione dei beni ambientalie culturali e con le vocazioni produttive della nostra terra
(beni e vocazioni che l'impatto dell'aeroporto puo' pesantemente danneggiare,
rivelandosi per quello che e': un'ennesima gravosa servitu');

- Viterbo nell'ambito della mobilita' ha bisogno innanzitutto di migliorare la rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con Civitavecchia.*

9. La popolazione viterbese non e' stata fin qui informata sui danni certi e sui pericoli probabili

- gli enti locali hanno fatto molta pessima propaganda (sperperando a tal fine tempo e risorse che potevano e dovevano essere diversamente utilizzati) ed hanno scandalosamente taciuto su tutte le questioni sopra indicate;

- le cittadine e i cittadini sono stai ingannati da una propaganda da parte di pubblici amministratori poco cauti e poco scrupolosi fatta di false alternative, di esasperato campanilismo con punte di xenofobia, di grottesche baruffe, di ultimatum costantemente smentiti dai fatti.*

E' ora che tutte le cittadine e tutti i cittadini siano onestamente informati, perche' una decisione cosi' grave e dagli effetti cosi'irreversibili non puo' essere presa da pochi rappresentanti di enti e di imprese che peraltro avendo degli interessi economici direttamente implicati sono parte in causa e non super partes.*

Chiediamo che tutte le persone che vivono nell'Alto Lazio conoscano la verita', che tutte le persone possano esprimere la loro opinione, chel'intera popolazione sia coinvolta in un processo decisionale onesto, partecipato, informato su basi rigorosamente scientifiche, in un autentico esercizio di sovranita' popolare e di democrazia.*

Chiediamo che sia rispettato il diritto alla salute.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla sicurezza.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un ambiente vivibile.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla mobilita' per tutti e non solo per pochi privilegiati. Chiediamo che decisioni che riguardano tutti siano discusse da tutti e prese in modo democratico.

Chiediamo che prevalga la responsabilita', la solidarieta', la democrazia.*

Siamo solidali con i cittadini di Ciampino, vittime dell'estrema nocivita' dell'aeroporto.
Siamo solidali con tutti gli esseri umani che subiscono le conseguenze dell'effetto serra cui il trasporto aereo contribuisce in misura cosi'rilevante.




7. ARCHIVIO.

VOLARE FA MALE ALLA SALUTE
[Nuovamente riproponiamo il seguente testo]

1. Volare fa male alla saluteE innanzitutto alla salute di chi non vola.

Fa male alla salute dell'intera umanita' che subisce gli effetti del surriscaldamento del clima
- la principale emergenza globale odierna

- cui il trasporto aereo contribuisce in misura rilevantissima.

Fa male alla salute delle popolazioni che vivono nei pressi degli aeroporti che subiscono il pesantissimo inquinamento atmosferico e il non meno pesante inquinamento acustico.
Fa male alla salute dei cittadini dei Paesi come l'Italia (e come molti altri) che vedono lo Stato regalare immensi capitali alle compagnie aeree (sia elargendo giganteschi contributi diretti, sia concedendo scandalose ed incredibili esenzioni ed agevolazioni fiscali);
lo stesso Stato che taglia spietatamente i servizi pubblici e il diritto alla salute e all'assistenza.

E fa male alla salute di chi vola, visto che e' una modalita'di trasporto non coerente con la stessa costituzione psicofisica ed esistenzial-culturaledell'essere umano.

Infine fa male anche alla salute degli altri animali: che anch'essi sono esseri viventi e provano sofferenza. Ma come volete che si preoccupino degli altri animali quei potenti rapinatori che non si preoccupano neppure delle sofferenze che

- per arricchirsi e sperperare, per appropriarsi privatamente ed egoisticamente consumare cio' che e' di tutti, a tutti rubandolo - infliggono tanti e tali danni agli altri esseri umani?*

2. Volare fa male all'ambienteIl trasporto aereo danneggia enormemente l'ecosistema planetario nella sua globalita'.

Danneggia enormemente gli ecosistemi locali. Impedisce la realizzazione di modelli di mobilita' coerenti con modelli disviluppo autocentrati, con tecnologie appropriate, ecologicamente sostenibili, economicamente adeguati ai bisogni e alle culture delle popolazioni, e democraticamente controllabili.*

3. Volare e' antieconomico.

Perche' e' estremamente energivoro, mentre l'umanita' ha bisogno di un'economia della sobrieta' e della condivisione che consideri il dato difatto dei limiti della biosfera e della scarsita' delle risorse.
Perche' e' il modo di trasporto piu' costoso: non ve ne e' una adeguata percezione pubblica perche' i costi vengono esternalizzati: gli Stati sovvenzionano le compagnie aeree con fiumi di denaro ed agevolazioni; i costi ambientali e sociali vengono pagati dalle popolazioni;

i lavoratori sono spesso precari e quindi costantemente sotto minaccia.
La maggior parte della popolazione e' tenuta del tutto all'oscuro del fatto che ingenti risorse pubbliche che vengono sottratte ai diritti e al benessere delle persone, vengono sperperate a profitto delle compagnie aeree e dei guadagni prominenti che ruotano intorno al grande affare.

Perche' danneggia le economie locali, imponendo nocivita', costi, relazioni sociali insostenibili.*

4. Volare e' pericoloso Il trasporto aereo e' pericoloso per il pianeta.

Il trasporto aereo e' pericoloso per l'ambiente naturale e per i beni storici e culturali.
Il trasporto aereo e' pericoloso per le persone:
danni certi alla salute, estrema pericolosita' degli incidenti, degrado della qualita' della vita.
Il trasporto aereo e' pericoloso per le liberta' civili:
specialmente dopo la tragedia dell'11 settembre 2001 esso implica un enorme incremento dei controlli e quindi una crescente militarizzazione degli impianti, sui territori, nei confronti delle comunita' locali e della vita quotidiana delle persone.*

5. Volare e' alienante Volare fa male alla percezione di se' e del mondo.

Aeroporti ed aerei sono cio' che l'antropologia contemporanea chiama"nonluoghi" : in cui decisive esperienze umane, sia percettive che conoscitive nel senso piu' ampio e profondo, vengono inibite e represse; in cui vige e viene imposto un modello di presenza al mondo, di essere nel mondo (l'in-der-welt-sein di heideggeriana memoria) tendenzialmente dereistico, pesantemente deresponsabilizzante, fortemente eterodiretto.
Quell'esperienza decisiva della cultura umana che e' il viaggio, come iniziazione e scoperta, come ricerca di se' e dialogo con l'altro da se', qui si annienta nel vuoto di ambienti tutti uguali in una logica che si modella su schemi di condotta coatti e tendenzialmente totalitari.*

6. Finanziare il trasporto aereo significa togliere risorse dove sono necessarie.

Il trasporto aereo toglie risorse alla mobilita' sostenibile.
Il trasporto aereo toglie risorse al turismo responsabile.
Il trasporto aereo toglie risorse ai servizi pubblici a beneficio delle persone bisognose.
Il trasporto aereo toglie risorse a politiche di giustizia e di solidarieta'.

Il trasporto aereo toglie risorse alle possibilita' di un'occupazione sicura e dignitosa.*

7. Della virtu' del limite.

Il volo lasciamolo agli uccelli. Il cielo lasciamolo alle stelle.
Cessiamo di volere tutto e tutto distruggere.
E' l'unica Terra che abbiamo. Vi e' una sola umanita'.





8. ARCHIVIO.

UN COMUNICATO DEL 25 LUGLIO 2007
[Riproponiamo il comunicato diffuso il 25 luglio 2007 del Comitato diViterbo]

Il 24 luglio 2007 si e' costituito a Viterbo un comitato di opposizione al progetto di costruzione del nuovo aeroporto.

Il comitato e' promosso da persone da anni impegnate in varie esperienze di solidarieta',
per i diritti umani e la pace, per l'ambiente e il diritto alla salute, per un modello di sviluppo
non distruttivo.*

Proponiamo alla riflessione pubblica le seguenti preoccupazioni:

a) La realizzazione dell'aeroporto rappresenta un reale pericolo di devastazione ambientale,
di inquinamento della qualita' dell'aria e acustico, con i conseguenti gravi danni per la salute,
il benessere e la sicurezza delle persone.

Contribuisce a stravolgere la naturale vocazione agricola e turistica di qualita' del territorio viterbese.
Aggiunge una nuova pressione su un'area gia' sottoposta, in gran parte, a servitu'energetiche, militari e speculative
- in particolare edilizia,
che continua la cementificazione di vaste aree dei comuni viterbesi.

b) Il modello di mobilita' cui questo progetto e' interno e' vecchio, superato e pericoloso come dimostrano gli studi scientifici piu' recenti.
Dovrebbe essere invece incrementato e migliorato il trasporto su rotaia
anche per le grandi distanze in quanto piu' sicuro e meno inquinante, cosi' come,
prima di tutto, dovrebbe essere fortemente potenziato il trasporto ferroviario del viterbese.

c) La costruzione dell'aeroporto non rappresenta un'occasione di effettivo sviluppo per la citta'
di Viterbo poiche' essa diverrebbe per i viaggiatori semplicemente un'area di transito

per altre destinazioni, come avviene gia' per le piccole citta' sedi di scali aerei, e la valorizzazione delle preziose risorse culturali e ambientali della citta' di Viterbo passerebbe in secondo piano rispetto a tale funzione di scalo aereo, il che potrebbe implicare in prospettiva un possibile danno anche per il turismo e gli ambiti occupazionali ad esso collegati.

d) Le ragioni che giustificano la necessita' di un terzo scalo aereo nella Regione Lazio non sono ragionevoli ne' condivisibili
poiche' ripropongono ed amplificano un modello di mobilita', e particolarmente di viaggio e di viaggiatore, in cui si privilegia unicamente la velocita' degli spostamenti e il guadagno delle compagnie aeree a scapito della salute, della salvaguardia ambientale e del viaggio inteso come esperienza e conoscenza dei luoghi e delle persone.*



Il comitato espone queste prime sommarie ragioni

di preoccupazione che motivano la sua opposizione al progetto aeroportuale,
ad esse se ne aggiungono altre legate a considerazioni piu' generali sulla necessita'
di un impegno urgente in difesa del clima e della biosfera:

il trasporto aereo e' fortemente inquinante; e piu' in generale e' necessario ed urgente muovere verso scelte di modelli di sviluppo ecologicamente sostenibili, autocentrati e con tecnologie appropriate, che si basino su criteri di sobrieta' e condivisione responsabile, di primato della persona umana e di rispetto della natura, rispetto a scelte distruttive e finalizzate prevalentemente se non unicamente alla massimizzazione del profitto e ad uno sfrenato consumismo incompatibile con i limiti della natura.*

Il comitato intende promuovere

un'ampia ed attenta discussione su questo progetto in tutti i suoi aspetti,
con particolar riferimento anche al modello di mobilita' e al modello di sviluppo cui esso e' di fatto collegato, ed alle sue decisive implicazioni economiche, ambientali,tecnologiche, sociali e culturali.

Il comitato intende sollecitare

una riflessione che coinvolga tutti i cittadini, le comunita' locali, le esperienze associative e le istituzioni, affinche' con l'esercizio della partecipazione democratica tutte le persone possano essere protagoniste consapevoli di una scelta che in questa fase si presenta complessa, con molti aspetti da chiarire, e che richiede una discussione ampia, approfondita, informata e consapevole, rispettosa delle opinioni di tutti, democratica nel senso pieno del termine.

Una scelta che a nostro avviso richiede di attenersi a quel "principio di precauzione" secondo il quale prima di prendere una decisione che puo'essere irreversibile e che puo' avere effetti gravemente negativi nel lungo periodo e in una logica sistemica, occorre una valutazione per quanto possibile completa e obiettiva delle sue conseguenze, e qualora emerga chevi siano esiti nocivi, o anche soltanto che restino delle zone d'ombra o vi siano fondati motivi di preoccupazione, allora e' doveroso astenersi dalla realizzazione di quel progetto.

Nell'Alto Lazio tutti ricordiamo le conseguenze nefaste di decisioni passate
che all'epoca venivano presentate come positive e dai benefici effetti, e che invece hanno gravemente danneggiato la popolazione, aggredito il territorio e sovente inibito la possibilita'
di uno sviluppo corretto eadeguato.*

Il comitato si propone di promuovere

anche un'attivita' di studio, di documentazione e di sensibilizzazione sui temi sopra indicati.

Non abbiamo la pretesa di offrire

delle risposte preconfezionate, ma
intendiamo formulare delle domande ed esporre delle preoccupazioni alle quali e' interesse
di tutti cercare insieme delle risposte nel confronto pubblico, con il conforto della piu' rigorosa
ed aggiornata riflessione scientifica, e nella comune assunzione di responsabilita' in difesa della biosfera e del diritto a una vita degna e sicura delle persone presenti edelle generazioni future.





9. MATERIALI.

ALCUNI SITI UTILI

Segnaliamo i siti di alcuni comitati impegnati per la riduzione deltrasporto aereo.

- Comitato contro l'ampliamento dell'aeroporto diAmpugnanoSiena:
http://ospiti.comune.siena.it/filoerba/aeroporto/
- Comitato contro l'ampliamento dell'aeroporto di Bolzano:
http://www.noaereibz.it/
- Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Ciampino: http://www.comitatoaeroportociampino.it/
- Comitato contro il terzo polo aeroportuale laziale e per la riduzione del trasporto aereo: http://www.coipiediperterra.org/





10. DOCUMENTAZIONE.

ALCUNI SITI ISTITUZIONALI

Segnaliamo alcuni siti istituzionali utili per la documentazione.

- Ministero dei Trasporti: http://www.trasporti.gov.it/

- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:http://www.infrastrutturetrasporti.it/

- Enac, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile: http://www.enac-italia.it/

- Enav spa, societa' nazionale per l'assistenza al volo: http://www.enav.it/

- Aeronautica Militare Italiana: http://www.aeronautica.difesa.it/






11. RIFERIMENTI.

PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DIVITERBO

Per informazioni e contatti:

Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la riduzione del trasporto aereo:

e-mail: info@coipiediperterra.org ,

sito:http://www.coipiediperterra.org/

Per contattare direttamente la portavoce del comitato,
la dottoressa Antonella Litta:
tel. 3383810091,
e-mail: antonella.litta@libero.it


Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it


===================COI PIEDI PER TERRA===================

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"La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini.
Redazione: strada S. Barbara 9/E,
01100Viterbo,
tel. 0761353532,
e-mail: nbawac@tin.it
Numero 12 del 25 agosto 2007

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